FESTA DEI MORTI O HALLOWEEN?

Se è possibile globalizzare le insane mode consumistiche americane…
perché non diffondere le tradizioni popolari siciliane?

La Fondazione TuttoèVita lancia la campagna “I doni dei nostri morti”: invece di seguire la moda consumistica di Halloween (ben diversa dalla festa celtico-irlandese originaria), propone di riscoprire l’usanza popolare e portatrice di bellezza della festa siciliana dei morti. Si tratta di una campagna antropologica che vuole offrire un nuovo sguardo spirituale e un’occasione educativa preziosa:

«Riteniamo profondamente dannoso – spiega p. Guidalberto Bormolini, antropologo e presidente di TuttoèVita – che l’unica esperienza che la modernità offre ai bambini riguardo al rapporto con chi abita l’Oltre, sia di mostrarlo popolato di mostri, vampiri, zombie e démoni.»

L’Occidente europeo deve moltissimo alle sue radici celtiche e ancor più il cristianesimo in Europa, che si è diffuso proprio grazie al monachesimo celtico. Nella tradizione celtica lo scorrere del tempo era scandito da quattro grandi feste, la più nota è Samhain, il 1 novembre. Secondo il Dizionario di Mitologia Celtica «era considerato un periodo sospeso o al di fuori del tempo, nel quale le normali leggi dell’esistenza venivano temporaneamente messe da parte». Si credeva che venissero aperte le porte del mondo dei morti e si vegliava sulle tombe dei defunti, con candele, per ricostruire una relazione.

«Appare ben chiaro, quindi – sottolinea p. Guidalberto Bormolini – come la tradizione consumistica di Halloween sia abissalmente distante dalle origini irlandesi, che forse sono tanto declamate poiché il fascino spirituale delle tradizioni celtiche resta forte, ma se ne offre un surrogato insano facendo leva per interessi commerciali sulla sete spirituale della nostra civiltà.»

Sarebbe solo un bene che anche i bambini fossero educato ad un rapporto con la morte e i morti, e le ricerche scientifiche lo confermano con decisione. Infatti, TuttoèVita propone ai genitori, agli insegnanti ed educatori di far trovare doni per tutti i bambini nel giorno della festa dei morti, ricordando che sono simbolicamente regali giunti dai defunti della famiglia. Il momento festoso di ricezione dei doni potrebbe essere associato a momenti di ricordo e narrazioni familiari con foto e oggetti che veicolino il rapporto con i cari defunti. Anche condurli al cimitero, potrebbe essere un’occasione di introduzione al mistero come incanto.

«Vi invitiamo a creare momenti per promuovere questa iniziativa in famiglia e a scuola – aggiunge ancora p. Bormolini – e far scoprire ai più piccoli come il nonno o la bisnonna o altri nostri cari non sono più presenti fisicamente, ma non per questo sono assenti. Restano vivi non solo nei ricordi di chi li ha amati e li porta nel cuore, ma come si insegna sin dagli albori della civiltà umana, i nostri defunti sono passati dal lato invisibile della vita, e possiamo immaginarli in un luogo dove non è possibile vederli ma ricevere comunque i loro doni».

Un messaggio di speranza, che risuona anche in questa filastrocca del poeta Giovanni Battista Marini:

Novembre, mese dei morti
quanta tristezza tu porti!
Ma i cimiteri grandi e piccini/
diventan giardini:
e a sera, pei tanti lumini
lontani e vicini
sembrano cieli stellati
di regni incantati
.

Scarica qua un libretto in PDF che illustra i fondamenti antropologici della nostra ricerca.

Per comprendere meglio l’intero messaggio che stiamo divulgando
consigliamo di vedere il video (clicca qui)

RASSEGNA STAMPA

L’Adige, 3 novembre 2025
Halloween è il trionfo del consumismo

“padre Guidalberto Bormolini, fondatore dell’associazione TuttoèVita, ritiene «dannoso»,  soprattutto per le nuove generazioni, che una festa diventati il trionfo del consumismo e sostituisca il naturale rapporto che si dovrebbe avere con la morte” (Leggi l’articolo)

Toscana Oggi, 2 novembre 2025
Gambelli: “Celebriamo in famiglia la festa dei morti”

“Il vescovo Gherardo Gambelli ha rilanciato la proposta della Fondazione Tutto è vita (avanzata da padre Guidalberto Bormolini anche dalle pagine di Toscana Oggi) di “celebrare in famiglia la festa dei morti per riscoprire il volto benefico dell’aldilà” (Leggi l’articolo)

Gutemberg, 31 ottobre 2025
Affetto, non paura: ritrovare i defunti

“Riscoprire le antiche tradizioni per insegnare ai giovani come vivere il lutto senza timore…” (Leggi l’articolo)

Acistampa, 31 ottobre 2025

Letture, novembre la “stagione dei morti” per i cristiani in momento di Grazia

“Coloro che ci sono cari non sono lontani da noi a causa della morte, ma sono in qualche modo presenti, si fanno presenti accanto, nella vita di tutti i giorni…” (Leggi l’articolo)

L’OSSERVATORE ROMANO, 30 ottobre 2025

Quei regali da riscoprire

“la tradizione dei doni il giorno dei defunti era per noi bambini in Sicilia un giorno che si aspettava in modo particolare…” (Leggi l’articolo)

Il Giornale, 28 ottobre 2025
Halloween: facciamone una festa dei vivi…

“Sarebbe solo un bene se i bambini venissero educati a un rapporto con la morte e i morti e le ricerche scientifiche a questo riguardo lo confermano …” (Leggi l’articolo)

Toscana Oggi, 26 ottobre 2025
Halloween: dai mostri ai ricordi, riscoprire il senso autentico della festa dei morti

“I bambini giocavano con le scacchiere, che rappresentavano i defunti. Samhain, capodanno celtico, era considerato un periodo sospeso o al di fuori del tempo  …” (Leggi l’articolo)

Credere, 26 ottobre 2025
Quella meravigliosa comunione tradita da Halloween

“Nella tradizione irlandese in quella notte ci sono creature che attraversano il velo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti  …” (Leggi l’articolo)

La Nazione, 24 ottobre 2025
Un “altro” Halloween
“Ricordare i cari defunti con le tradizioni locali”

“Padre Bormolini lancia una “campagna antropologica”. L’appello a famiglie insegnanti e educatori   …  (Leggi l’articolo)

Avvenire Calabria, 17 ottobre 2025

Fondazione TuttoèVita: una campagna per riscoprire la festa siciliana dei defunti contro la moda consumistica di Halloween

“La Fondazione TuttoèVita lancia la campagna “I doni dei nostri morti” …  (Leggi l’articolo)

Il Fatto Quotidiano, 17 ottobre 2025

Halloween o festa dei morti? Quando la death education passa (anche) da un dono

“La Fondazione TuttoèVita propone di riscoprire la tradizione siciliana dei doni simbolici dai defunti come alternativa ad Halloween” …  (Leggi l’articolo)

SIR Agenzia d’informazione, 17 ottobre 2025

Fondazione TuttoèVita: una campagna per riscoprire la festa siciliana dei defunti contro la moda consumistica di Halloween

“TuttoèVita propone ai genitori, agli insegnanti ed educatori di far trovare doni per tutti i bambini nel giorno della festa dei morti, ricordando che sono simbolicamente regali giunti dai defunti della famiglia” …  (Leggi l’articolo)

I SOSTENITORI

VASCO BRONDI – Cantautore

“Mi vengono in mente dei versi di una poesia di Mariangela Gualtieri che in Bello Mondo rende grazie “Per i morti nostri /
perché fanno della morte un luogo abitato.”
Quando sono stato in India ho scoperto che alcuni monaci fanno una meditazione sulla morte nei cimiteri, non hanno paura dei morti, e chiamano questa pratica Meditazione sulla preziosità della vita. Uno dei doni che ci fa non rimuovere la morte è proprio celebrare ogni momento per la sua fragilità e preziosità.”

ANGELO PRIVITERA – Pianista e tastierista di Franco Battiato

“La tradizione dei doni il giorno dei defunti è stato per noi bambini in Sicilia un giorno che si aspettava in modo particolare…ci si alzava presto al mattino per andare a vedere i giocattoli che ci venivano donati. Era un giorno di festa per noi piccoli…una tradizione bellissima che purtroppo si è persa…i mercatini con i giocattoli in vendita erano meravigliosi. Halloween non ci riguarda, solo frutto di un consumismo di importazione.”

ROBERTO CIUFOLI – Attore
Dolcetto o scherzetto? Ma che davvero? Sì, vabbè, è una bella festa, è divertente, ci trucchiamo tutti, facciamo molto macabro, tutti mostri. Ma perché dobbiamo pensare che il nostro dopo è popolato da mostri? Ma perché non pensiamo che i nostri morti ci appartengono come noi apparteniamo a loro, siamo vicini, siamo lì? Perché non pensare che in una notte, invece, si possa creare questo legame di tempo sospeso, dove avvicinarci a loro, farli vivere, continuare a vivere, perché questa è l’immortalità, il pensiero, il loro pensiero, il loro amore e il loro sentirli vicini… E magari ci portano anche dei doni. Allora questo legame diventa veramente un legame indissolubile. E allora quella probabilmente è l’immortalità, l’amore. Non lasciamoli andare, non pensiamo che siano mostri. Teniamoli con noi.

PIERO ZUCCARO E GIUSEPPE PUGLISI – Artisti

“Noi conserviamo un caro ricordo simile a quello di Camilleri. La sera tra l 1 e il 2 di novembre si andava a dormire con l’intento di poter sorprendere durante la notte i nostri cari defunti che ci portavano dei doni di nascosto. Ma il sonno ci vinceva sempre e giunta la mattina andavamo alla ricerca dei regali. Che di solito consisteva in un piccolo giocattolo. Dopo colazione, felici del dono ricevuto, andavamo dai nonni che ci facevano trovare un piattino con della frutta e una formella di mostarda o cotognata accompagnata da dei dolcetti bianchi chiamati ossa di morto per la loro forma. A questo seguiva la visita al cimitero dove si andava a trovare i nostri cari defunti. Nel resto della giornata si scendeva in piazza o lungo le vie per incontrare i compagnetti e mostrare il dono ricevuto dai nostri defunti. Un caro saluto. Piero e Giuseppe.”

FRANCESCO CAMPIONE – Tanatologo

“In tutto il mondo e in tutte le epoche tutti immaginano che in certi giorni dell’anno i morti tornino. E per questo tanti pensano che veramente i morti tornino nei sogni per dirci che ci proteggono dall’aldilà, per ricordarci di pagare i debiti che abbiamo contratto con loro o solo per informarci di ciò che ci accadrà nel futuro.Solo in Sicilia il 2 novembre i morti tornano per portare regali ai bambini. Da piccolo dormivo con mio fratello Paolo e cercavo di svegliarmi per sorprenderli e ringraziarli di pensare a noi bambini tutti gli anni, mentre mio fratello che non credeva che i morti potessero uscire dalle tombe continuava a dormire senza però rifiutare al mattino di gustarsi le caramelle e i dolci che trovavamo in cucina. Una volta che un rumore mi ha svegliato sono riuscito a scorgere un’ombra che poggiava furtivamente un sacchetto sotto il tavolo di cucina e poi scompariva in un baleno. Era un morto o era un vivo che al buio sembrava un’ombra? Da bambino non mi è mai importato molto di saperlo, poi crescendo mi sono posto una domanda che ancora mi pongo: i morti fanno regali per farsi perdonare di essersene andati e di mancarci o è una dimostrazione che ci vogliono bene e ci portano doni senza farsi vedere cioè senza poter volere niente in cambio (e quindi per insegnarci che dovremmo volergli bene altrettanto disinteressatamente cioè anche se non tornano)?”

SOSTENGONO ANCHE:

GIOVANNI CACCAMO – Musicista e vincitore di Sanremo giovani
GIOVANNI ROBUSTELLI – Artista