Altre pubblicazioni

In questa pagina trovate saggi pubblicati in collettanee o volumi pubblicati con altri editori dai principali formatori e docenti della scuola TuttoèVita.

Guidalberto Bormolini, Stefano Manera, Ines Testoni, MORIRE DURANTE LA PANDEMIA. Nuove “normalità” e antiche incertezzePrefazione di Bruno Mazzocchi, Edizioni Messaggero di Padova, Padova 2020.

La pandemia da Covid ha evidenziato nodi irrisolti della nostra civiltà: la morte in solitudine, la nostra fragilità, la nostra relazione con la natura. Siamo esseri fragili: quando tutto va bene, tendiamo a sentirci onnipotenti, ma basta un virus per vedere crollare tutte le nostre certezze e le nostre convinzioni. Abbiamo visto il volto del trauma e abbiamo visto morire in silenzio. Abbiamo visto gli occhi di chi muore da solo. In un’epoca che ha rifiutato la morte, dare dignità e calore a chi muore diviene l’estrema forma di cura, quando nulla è più possibile allo sforzo medico e alla scienza. Non si tratta di eroismo ma di semplice umanità, che appare come qualcosa di eccezionale in un mondo molto disumanizzato. Restare con la morte significa dar valore alla vita: aver profondo rispetto per il momento della morte è un modo per custodire la vita stessa.

Ines Testoni, Guidalberto Bormolini, Enzo Pace, Luigi Vero Tarca, VEDERE OLTRE. La spiritualità dinanzi al morire nelle diverse religioni, Prefazione di Emanuele Severino, Postfazione di Marco Vannini, Lindau, Torino 2015.

La goccia diventa mare quando nel mare giunge:
diventa Dio l’anima, quando in Dio è accolta. Angelus Silessus

Nata dalle discussioni emerse durante e dopo il convegno Seeing beyond in facing death – Vedere oltre dinanzi al morire, la presente raccolta di saggi (curata da Ines Testoni, Guidalberto Bormolini, Enzo Pace e Luigi Vero Tarca) sviluppa il tema del morire, della morte e degli strumenti per vedere oltre questo confine secondo le scienze umane e le diverse tradizioni religiose (ebraica, cristiana, islamica, taoista, induista, buddhista). Sebbene esistano testi approfonditi sull’argomento, la particolarità della raccolta è quella di aver coinvolto studiosi, competenti in materie diverse, che professano anche tali convinzioni religiose, scelta che avrebbe potuto essere limitativa, ma che invece ci consegna una testimonianza più profonda.

Recensioni

Avvenire, 22 gennaio 2016
Sole24Ore, 21 febbraio 2016
Città Futura, 8 aprile 2016

Guidalberto Bormolini, Elisabetta Damianis, Daniele Ungaro, DOPO BABELE. Dalla superficie del conflitto alla profondità dell’incontro. Ebrei, cristiani, islamici, buddhisti e induisti in dialogo con le scienze umane, Edizioni La Parola, Roma 2018.

Dopo Babele è frutto di alcuni incontri di dialogo interculturale e interreligioso tra rappresentanti di ogni grande religione (Induismo,  Buddismo, Ebraismo, Cristianesimo, Islam), ed esperti di altre discipline quali la psicoterapia, il counseling e le scienze sociali, fra i quali spicca uno dei grandi maestri spirituali del nostro tempo, il candidato al premio Nobel per la Pace Claudio Naranjo.

Il racconto biblico,  sulla costruzione e la distruzione della grande torre utilizzata come scala verso il cielo, ha determinato due principali filoni interpretativi. Uno spiega la distruzione della torre da parte di Dio come una punizione dell’orgoglio umano. Il secondo, invece, vede nel sorgere di lingue e culture reciprocamente incomprensibili l’occasione per l’uomo di rivolgersi verso l’Altro per scoprire sé stesso. La possibilità di comprendersi reciprocamente, oltre le differenze linguistiche, culturali o le differenti credenze, per amarsi l’un l’altro, è il grande messaggio di questo volume di grande attualità in questo particolare momento storico e sociale. Il tema dell’incontro con il diverso, sviluppato in questo progetto, intende quindi partire da un piano di onesta autoanalisi – da parte delle grandi religioni, delle tradizioni spirituali non formalmente religiose e delle scienze sociali – per avviare un percorso di reciproca comprensione, che ci possa condurre dalla superficie del conflitto alla profondità dell’incontro con l’Altro, facendoci così costruttori di nuovi e solidi ponti anziché di antiche e pericolose torri.

Guidalberto Bormolini, «ARS MORIENDI. Imparare a morire per imparare a vivere» in Dinanzi al morire. Percorsi interdisciplinari dalla ricerca all’intervento palliativo. Atti del Congresso Internazionale (Padova 6-7-8 settembre. Università degli Studi di Padova), D. Capozza – I. Testoni (ed.), Padova University Press, Padova 2012.

«Accanto agli altri operatori professionali per l’assistenza a chi deve affrontare il fine vita, spesso interviene anche il ministro del sacro (non necessariamente cattolico). Per molti che devono affrontare il grande viaggio, la dimensione spirituale resta fondamentale, e capace di dare strumenti per la ricerca di “senso”. Inevitabilmente oggi chi si occupa della dimensione spirituale deve affrontare due grandi sfide generate da un cambiamento radicale a livello culturale nel rapporto con la morte e il morire: il sorgere di un vero e proprio tabù nei confronti della morte e una nuova composizione sociale multi etnica, multi culturale ma anche multi religiosa. Per affrontare la novità occorre saper proporre linguaggi nuovi, più laici ed universali, un linguaggio includente che sappia attingere al mondo dei simboli e sia privo di dogmatismi.»