VOLONTARI AL BORGO TUTTOèVITA:
Il racconto di Stefano

E provo a farlo spiegando cos’è lo Spirito Santo. 

C’è questa cosa che ogni tanto io prendo la macchina e mi faccio 484 km per arrivare in un posto che definire “in culo ai lupi” è essere ottimisti.

E’ un Borgo chiamato Borgo Tutto è Vita fortemente voluto da un uomo, che è anche un monaco, che è pure un prete, che si chiama Guidalberto Bormolini.
A molti di quest’uomo importa che era il confessore di Franco Battiato. A me no.
A me importa che quest’uomo fa una cosa rivoluzionaria: ti spiega la morte.
E, nel caso, ti ci accompagna.

Una cosa che se l’avessi sentita qualche anno fa come minimo avrei fatto le corna, avrei detto tiè tiè, e me ne sarei andato.
Sbagliando.
La morte. Già, la morte.
Uno studia anni e anni per prepararsi alla vita e neanche un giorno per prepararsi alla morte.
Non ha molto senso.
Soprattutto perché potrebbe morire nel frammentre.
O potrebbe morire qualcuno a lui caro, condizionando la sua vita per sempre.
Invece comprendere la morte ti insegna a vivere.

Quel Borgo funziona così: tu arrivi, tutti ti sorridono (sorrisi sinceri, sorrisi puri) e mentre con una mano te ne scuotono una con l’altra ti mettono in mano una vanga, un rastrello, un cacciavite o quello che è.
E poi? E poi si lavora. Tanto.
Ci sono dodici edifici da ristrutturare.
Non serve sapere fare nulla.
Impari tutto lì.

Puoi credere, puoi non credere, essere musulmano, cristiano, ateo, agnostico, buddista, bianco o nero.
Non importa niente a nessuno e nessuno ti vuole convincere di niente.
L’ edificio principale sarà un hospice.
L’ hospice è dove la gente muore.
A fianco ci sarà “La casa del Grano”.
La Casa del Grano e dove alloggerà il padre, la madre, il marito, il fratello, l’amico o chi quel paziente terminale ha accompagnato.

Perché uno muore, ma gli altri poi la morte ce l’hanno nel cuore.
E lo scopo di questo posto è alleviare, confortare, spiegare, risanare.
Tanto chi muore quanto chi resta.
Luogo che non è una setta, una cricca e neanche una comunità.
E’ una declinazione dell’altruismo, quello sì.
Si mangia quello che c’è e si dorme dove capita.

Ecco, avete già capito: questo Borgo va avanti solo grazie alle donazioni.
Quindi se queste interviste vi sono piaciute, vi hanno aiutato a comprendere certi meccanismi, sono state utili o vi hanno divertito allora vi chiedo di fare una donazione.
Quello che volete, quello che potete, se volete, se potete.
Farete felice me, che sono senza essere, e molto per tanti gli altri.
Se poi volete veramente fare un’esperienza unica allora andateci.

Andateci!
C’è sempre bisogno di qualcuno per qualcosa.
Verniciare porte, spostare pietre, piantare arbusti, costruire la staccionata per gli animali (salvati, curati, amati) destinati alla pet therapy e mille altre cose.
Ho visto due ragazzine imparare a piastrellare in mezza giornata.
Fantastiche.
Magari troverete pure me.
Pensate che divertente: voi che mi spiegate che il vostro libro è meraviglioso e io che vi chiedo di spiegarmi nel dettaglio la trama pur di tenervi vicino e aiutarmi a fare la parte più faticosa di quello che sto facendo!
E se non troverete me troverete il cane più figo del mondo: Zeno.
Gli dici di non entrare dalla porta e lui entra dalla finestra.
Gli dici di non entrare dalla finestra e lui entra dal tetto. Un mito.

E veniamo allo Spirito Santo.
C’era questo muretto da fare.
Quindi sistemavo qualche blocco di cemento, misuravo, camminavo per 50 metri, mi arrampicavo su una collina, lo guardavo da lontano, tornavo e correggevo.
Posavo qualche altro blocco, misuravo di nuovo, camminavo per i soliti 50 metri, mi arrampicavo, lo riguardavo, tornavo e correggevo ancora.
Avanti così.
Un ragazzo che era lì con me, uno scout, dopo un po’ mi ha chiesto perché perdevo tempo a fare avanti e indietro solo per mettere un blocco sopra l’altro.
“Per la prospettiva.
Perché penso che su questo muretto ci saranno dei fiori, a lato un decoro e di fronte un albero.
E allora cammino fino a dove sorgerà l’hospice, osservo, e penso che tutto l’insieme dovrà trasmettere quanta più armonia, bellezza e meraviglia possibile.
Perché quel muretto, che non è solo un muretto, potrebbe essere l’ultima immagine impressa negli occhi di chi sta morendo”.

Fare le cose con amore. Tutto l’amore possibile.
Ecco lo Spirito Santo.
Grazie.